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Land grabbing

Le banche europee alimentano la volatilità dei prezzi delle derrate alimentari e causano la fame

      Con i mercati finanziari globali in subbuglio, i ‘futures’ delle derrate alimentari sono diventati sempre più attraenti per investitori e speculatori finanziari. Miliardi di euro e dollari inondano e fanno tracimare i mercati delle materie prime, causando improvvise impennate dei prezzi nei mercati mondiali delle derrate alimentari, causando prezzi sempre più elevati per i consumatori.

     Mentre il prezzo dei prodotti alimentari colpisce in modo particolarmente duro i soggetti più vulnerabili, minacciando il loro diritto al cibo, le rapide oscillazioni dei prezzi colpiscono anche gli agricoltori poveri, minacciando la produttività dei loro appezzamenti e rendendo più difficile per gli agricoltori  mantenere un reddito sufficiente.

 La crescita enorme della speculazione finanziaria porta i prezzi non essere più esclusivamente guidati dalla domanda e dall’offerta, ma sempre di più dalle azioni di speculatori finanziari e dalle performance dei loro investimenti.

 

      Aumento dei prezzi alimentari ed elevata volatilità contribuiscono ad aumentare il costo della vita per i consumatori del Nord del mondo (vedi qui per una definizione di Nord e Sud del mondo ) e portano più fame e povertà in tutto il mondo.
Famiglie povere, costrette a spendere più soldi per il cibo, sono meno in grado di permettersi altri beni essenziali come la sanità e l’istruzione.

      Nel 2008, il mondo ha visto una grave crisi alimentare non appena sono saliti alle stelle i prezzi di colture come riso, grano e mais. Rivolte per il cibo sono scoppiate in 25 paesi e più di 100 milioni di persone sono stati ufficialmente classificati come malnutriti o affamati. Dopo una correzione dei prezzi nel 2009, i prezzi dei generi alimentari hanno nuovamente raggiunto livelli da record nel mese di giugno 2011.
Guidati da alti prezzi del cibo e crescente domanda di biocarburanti e di materie prime, il numero di acquisizioni su larga scala di terreni agricoli in via di sviluppo è in forte aumento, minacciando i mezzi di sussistenza e la sovranità alimentare delle comunità.

      Land Grabbing, accaparramento di terra, fa riferimento ad accordi che non rispettano i diritti delle comunità locali e di chi usa quelle terre. Questi accordi spesso non hanno un libero consenso informato preventivo, violano o non rispettano il diritto consuetudinario alla terra, provocano la perdita di accesso alle risorse naturali, non riescono a creare occupazione e sviluppo, conducono a una mancanza di terra e possono coinvolgere la violenza e l’intimidazione.

      Come risultato di questo accaparramento di terra, contadini, piccoli agricoltori e le comunità locali possono perdere la capacità di provvedere da soli ai propri bisogni alimentari o perdere l’accesso al cibo di produzione locale, ad esempio, a causa di un cambiamento verso coltura da reddito come la Jatropha per gli agrocarburanti.
Cambiamenti nell’utilizzo del suolo hanno un forte impatto ambientale, ad esempio aumentando l’utilizzo di irrigazioni, privatizzando l’ acqua e aumentando l’uso dei pesticidi.
I piccoli proprietari costretti ad abbandonare la terra possono trasferirsi in aree con un delicato equilibrio ecologico, portando all’abbattimento della foresta, alla perdita di biodiversità e ad un uso del suolo connesso all’emissione di gas serra.

Mentre i piccoli proprietari lasciano, le aziende private nell’ambito dei fondi d’investimento e dei fondi sovrani investono sempre di più in terra mettendosi così al riparo da rischi di prezzo. Alle aziende private seguono gli speculatori non commerciali in fuga dai mercati finanziari insicuri, alla ricerca di profitti legati all’aumento di valore del suolo.

   

Sembra che un ampio elenco di istituzioni finanziarie private all’interno della UE – banche, istituti che gestiscono fondi pensione e compagnie di assicurazione – siano coinvolte nel commercio o nell’investimento su futures di materie prime agricole o altri derivati di beni dell’agricoltura e altri strumenti complessi. Quelle più coinvolte sono la Deutsche Bank, Barclays, il fondo pensione olandese ABP, il gruppo di servizi finanziari tedeschi Allianz e il gruppo bancario francese BNP Paribas, sia direttamente che indirettamente.

      Allianz ha un fondo che investe in terreni agricoli bulgari, Deutsche  Bank ha un fondo che investe in terreno agricolo brasiliano, e una filiale della gruppo assicurativo italiano Generali ha acquistato terreni in Romania. Altre istituzioni finanziarie sono coinvolte nel finanziamento di imprese agro-alimentari di grandi dimensioni le cui attività includono l’acquisto o l’affitto di terreni in paesi terzi : SOA, HSBC, Lloyds, Unicredit, AXA e Credit Agricole. Alcune di queste hanno finanziato agribusiness con collegamenti espliciti con l’accaparramento di terra e la violazioni dei diritti umani, in particolare in ABP Mozambico, AXA in India e HSBC in Uganda.

     Pensiamo, quando stiamo per aprire un conto in banca, a come vengono investiti i nostri soldi.

Tratto da: http://www.foeeurope.org/publications/2012/Farming_money_FoEE_Jan2012.pdf

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