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Pesticidi in paradiso

Se aveste acquistato un vasetto di criptonite al mercato nero e temeste di essere messi in prigione, cosa fareste?
Lo nascondereste in un  luogo recondito e vivreste nell’ansia di essere scoperti.
Ma se la criptonite l’aveste comprata in Paradiso, non dovreste avere paura, perché là non esiste la polizia e nessuno vi controllerebbe.

Succede così che Sandro, contadino da 20 anni, di quelli che hanno studiato agricoltura alle superiori e credono che il progresso passi attraverso la quantità di chimica che riescono ad usare, acquista due bidoni di Reldan, un potente e tossico insetticida a  base di Clorpirifos, e inizia a spruzzarlo contro le cimici.  Ma le cimici non muoiono e allora Sandro torna al Consorzio e ne compra quattro, di bidoni, questa volta.
Lo spruzza ogni settimana uccidendo ogni forma di vita in campo e causando non solo danni al sistema immunitario del neonato della famiglia che ha appena acquistato casa lì vicino, ma anche problemi neurologico/cognitivi ai figli del cugino che confina col suo campo.

Secondo l’etichetta, Sandro non avrebbe dovuto fare tutti quei trattamenti, ma l’agricoltura convenzionale non è sottoposta a controlli. Infatti, non appena ha saputo che a fine anno scade l’autorizzazione alla commercializzazione del Reldan, è corso a fare la scorta, così è a posto per un paio di anni.

Perché sì, le fatture di acquisto dei pesticidi viaggiano online e sono tracciabili, quindi si potrebbe controllare quanto insetticida ha acquistato Sandro, ma nessuno lo fa, perché nessuna norma lo prevede. E’  sufficiente che sul Quaderno di campagna (il registro che ogni agricoltore deve tenere) vi siano scritti i trattamenti previsti dalle etichette dei prodotti acquistati.

E’ grazie al paradiso in cui vive Sandro che oggi ci troviamo le falde acquifere irrimediabilmente inquinate, il suolo morto, il 40% degli insetti al mondo a rischio estinzione, l’aumento di malattie neuro-degenerative, tumori e malformazioni.
 

Sandro è felice, perché oggi, in Italia, non ci son controlli sull’agricoltura integrata/convenzionale e deride il biologico che invece è sottoposto a numerose verifiche e, per screditare i produttori bio, li accusa di pagare i controllori, lui, che controllori non ha. 


Anche Anna è una contadina. Lei ha preferito certificare la propria azienda biologica.
Ogni giorno deve scrivere le operazioni colturali che compie. Non solo, deve essere molto precisa sulle quantità di prodotti che usa.
Durante i controlli dell’ente certificatore, gli ispettori verificano con attenzione che la quantità di prodotto acquistato, meno la quantità dichiarata da Anna nel Quaderno di Campagna, coincida con quanto è rimasto in magazzino. Questo accertamento garantisce ulteriormente i suoi clienti. 

Sandro invece può usare tutti i prodotti che vuole, l’unica accortezza è quella di sospenderli il tempo necessario affinché dalle analisi della sua frutta quei pesticidi non superino i limiti di legge.

Se Sandro avesse gli stessi controlli di Anna, oggi la sua azienda sarebbe chiusa.

Sandro e Anna coltivano cibo.
Il cibo è la nostra energia vitale.
Scegli la via etica.

di Silvia Pattuelli

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